Ciao! Il mio nome è Silvia, faccio la giornalista e la mia passione, oltre a moda, stile, trucco, sono i prodotti naturali. Per questo ho iniziato ad interessarmi di prodotti eco bio e su queste pagine vorrei raccontare a più persone possibili la mia esperienza. Un’esperienza che posso testimoniare quasi in tempo reale, dato che il mio interesse risale a pochi mesi fa, che i primi acquisti li ho effettuati poche settimane fa e che i primi ultilizzi risalgono a pochi giorni fa. So che esistono molte altre review su questo tema, peraltro utilissime  visto che in molti casi hanno aiutato anche me a districarmi nell’infinito campo dei prodotti naturali – o presunti tali. Però visto che, da quando sono venuta a conoscenza dei numerosi ingredienti dannosi,o quantomeno aggressivi, per la persona e per l’ambiente contenuti nella maggior parte dei prodotti comuni – sono rimasta sconvolta ad esempio leggendo l’inci della mia mitica dramatically different moisturizing lotion o dell’apparentemente innocuo e rassicurante Olio Johnson  – ho iniziato, come impone la mia professione di giornalista, a voler condividere la mia esperienza prima con tutti i conoscenti, allargando poi i miei orizzonti, sperando di sensibilizzare quanti più utenti possibile. So che si può sensibilizzare solo chi è già sensibile, ma va benissimo. Proprio a voi voglio rivolgermi. A quelli che sono soltanto coperti da una coltre di pigrizia, che pensano che utilizzare cose realmente naturali sia difficile, scomodo, costoso…insomma un autentico sbattimento. Ecco io vorrei dirvi che non è così! In questo video presenterò infatti il Kit dell’apprendista EcoBioUser, ovvero il minimo indispensabile (e facilmente raggiungibile) per iniziare la propria piccola rivoluzione, che consentirà il riavvicinamento ai prodotti realmente naturali. Ovviamente, non essendo io un chimico di laboratorio, per l’analisi delle componenti dei prodotti mi affido agli strumenti che offre la rete, come ad esempio il Biodizionario. E anche voi avrete a disposizione innumerevoli risorse per valutare la validità di un prodotto. Io sono partita dal burro cacao – quelli che uso sempre contengono derivati del petrolio ahhh!!! – e quindi ho comprato lo stick al lampone di marca Lavera (costo circa 4 euro in un supermercato specializzato in prodotti eco bio). Personalmente mi trovo bene, idrata senza “impiastricciare”, lascia una leggerissima colorazione ed è pressoché inodore. Su internet avevo letto alcune recensioni nelle quali si dava un giudizio negativo del prodotto, proprio per la sua consistenza. Io posso dire che sì, è molto diverso da quella sorta di ‘pastosità luccicosa’ a cui ci hanno abituate i vari labello, chap stick etc però  io apprezzo il fatto di non aver la bocca appiccicosa. E’ semplicemente idratata a lungo e leggerissimamente colorata. Io lo uso sempre, anche sotto al rossetto, soprattutto a quello a lunga tenuta, che altrimenti seccherebbe molto. Così invece dura a lungo e la ‘discrezione’ di qs burro cacao lascia inalterata la nuance del rossetto. Il secondo pezzo del mio kit è lo shampoo. Anche in questo caso ho optato per un prodotto Lavera – spuma di mango ( costo circa 10 euro in un supermercato specializzato in prodotti eco bio) . Ancora una volta giudizio positivo – ieri l’ho persino portato dalla parrucchiera perché lo usasse per farmi lo shampoo al posto del suo . La consistenza è quella del gel, il profumo è gradevole e l’effetto è lucente e abbastanza districante ( dico abbastanza perchè comunque io devo sempre aggiungere un balsamo ). Personalmente ero un po’ preoccupata dall’abbandono totale di shampoo senza siliconi ed altri ingredienti che sono sì aggressivi ma che ‘esteticamente’ rendono bello il capello. Preoccupazione basata sul fatto che molti sostengono che il passaggio da shampoo normale ad eco bio renda, nel primo periodo, i capelli più brutti, almeno finché non si completa il processo di “disintossicazione” dalle schifezzine chimiche. Nel mio caso, ciò non è avvenuto. I capelli li ho visti sempre uguali, con l’unica differenza che ora li devo lavare più frequentemente – cosa che però forse è da attribuire al periodo di cowash che avevo fatto in agosto, circa per 15 giorni, che forse mi ha appesantito un po’ troppo i capelli. A parte questo l’esordio con shampoo eco bio – ora in utilizzo da circa 15 gg –  è promosso! Terzo step della rivoluzione la crema idratante per il corpo – in questo caso mi sento di dare un nì alla mia scelta. Ho preso infatti il burro di karitè puro. Il nì è dovuto al fatto che il burro di karitè ha proprio la consistenza del burro. Probabilmente a voi sembrerà ovvio ma io …insomma …mi aspettavo qualcosa di più pratico o almeno almeno di più morbido! Invece mi sono trovata di fronte questa ‘cosa’ dalla consistenza unta ma compattissima, durissima da estrarre dalla confezione e ancora più dura da spalmare. Una volta sudate 7 camicie per fare queste due operazioni  il risultato, sia chiaro, è buono. Il burro di karitè è rinomato per le sue ottime proprietà idratanti, sulle quali non discuto. Non v’è dubbio. Forse la prossima volta cercherò qualcosa di più fluido però ( quando mai riuscirò a finire questo barattolo). Dopo labbra, capelli e corpo arriva il viso, la cosa più importante per me nonché la prova più difficile. Inizialmente, infatti, io sono stata attirata dai prodotti naturali per motivazioni meno nobili di ‘salvare il mondo’, ‘ consumare solo i prodotti della nostra Madre Terra’ etc etc ma semplicemente perché la pelle del mio viso – da sempre estremamente sensibile- reagiva male a molte, moltissime creme ( non importa che venissero da supermercato, profumeria, erboristeria o persino da farmacia). Dopo la centesima costosissima crema che compravo e che abbandonavo al secondo utilizzo, ho pensato bene di analizzare la situazione. Quale poteva essere il problema? Quali erano i comuni denominatori in questi prodotti? Ebbene si, gli ingredienti aggressivi e le forti profumazioni. ( Controllare gli inci di numerosi prodotti di FARMACIA mi ha veramente sconvolta, non ci si può fidare di niente!) Giunta quindi alla conclusione che l’eco-bio poteva essere la mia salvezza, ho effettuato le mie solite ricerchine e ho fatto un’ordinazione sul sito Fitocose ( osannato da moltissimi siti e forum specializzati ) optando per la crema idratante all’aloe e azulene e per l’autoabbronzante viso, giunti a casa mia proprio oggi e sui quali, ovviamente, non mi posso ancora pronunciare (costo circa 30 euro comprese le spese di spedizione). Indipendentemente dal mio giudizio su queste due creme – che comunque non mancherò di diffondere più avanti – voglio ribadire che reperire questi prodotti è semplicissimo, costano molto meno di cosmetici non-naturali carissimi, inutili se non dannosi, e le alternative sono davvero tante. Impossibile quindi che non troviate qualcosa che soddisfi le vostre esigenze.
Bene, ora che disponete del kit iniziale, non vi resta che liberarvi dei vostri prodotti non eco-bio, regalandoli a mamme, sorelle, fidanzati e conoscenti ( io, con il mio arsenale, ho fatto la felicità di circa 20 persone) ed iniziare così finalmente un’avventura, che spero vi possa regalare numerose soddisfazioni. Al prossimo eco-bio-aggiornamento!

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Comment *






This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.