Uno dei miei prodotti preferiti in assoluto, sia in estate che in inverno, è l’acqua di rose.
L’adoro perchè rinfresca e diffonde un gradevole profumo d’altri tempi. E nulla più.
Fa leva sul mio amore smodato per le cose blande, delicate, evanescenti, discrete, insomma tutte quelle cose ammesse, senza spiacevoli conseguenze, anche dalla mia pelle sensibile e tendente all’irritazione ( anche se io mi convinco ogni giorno di più che la mia pelle sia sensibile e tendente all’irritazione, proprio perchè io ho questo amore smodato, ma questa è un’altra storia) Per di più, vista la mia tipologia di pelle, devo da sempre guardare con la massima diffidenza tutto quello che mi porto al viso. Tutto tranne lei, ho sempre pensato. Lei no, ha il lasciapassare perenne, la usava anche la mia nonna. D’altra parte viene da secoli apostrofata per il fatto d’essere incapace di guarire alcunchè ( ‘essere all’acqua di rose’ fa riferimento proprio a questa sua natura di semplice rimedio per rinfrescare la pelle, senza pretese medicamentose ) Che male può fare? O no? Ebbene, no! Perchè l’acqua di rose che io ho sempre usato e che anche mia nonna aveva sempre usato,

in realtà era diventata per me un concentrato di schifezze aggressive ed irritanti, che mi facevano spuntare macchiette, brufoletti e puntini sulla faccia. Eppure, ho messo del tempo a collegare gli indizi e ad eliminarla finalmente dalla mia routine. Proprio quella sua fama di buona abitudine innocua, mi aveva fatto passare sotto la lente d’ingrandimento ogni altro prodotto usassi, prima di arrivare a lei. Ma alla fine così è stato. Da quando ho iniziato/ imparato a leggere gli ingredienti di ogni cosa ( dal budino, al borotalco) non ci sono sconti più per nessuno, non c’è reputazione che tenga, ne consiglio della nonna. Ora, se anche voi siete fra gli utilizzatori di questo prodotto e vi trovate bene, continuate pure. Se però la vostra pelle non è perfetta iniziate quantomeno a guardare con diffidenza la fantastica boccetta vintage blu e bianca ( quella si però mi manca ); armatevi di biodizionario e spulciate l’Inci chilometrico ( AQUA, ROSA CENTIFOLIA, PROPYLENE GLYCOL, CITRONELLOL, TETRASODIUM EDTA, GERANIOL, 2-BROMO-2-NITROPROPANE-1,3 DIOL, METHYLCHLOROISOTHIAZOLINONE, YLISOTHIAZOLINONE ) dell’acqua di rose Roberts. A voi le conclusioni.
Per esperieza, comunque, vi posso dire che, in linea generale, più l’elenco degli ingredienti è lungo, meno il prodotto in questione è naturale e consigliabile. La prova è che, dopo aver smesso di utilizzare l’acqua di rose Roberts, ho trovato lei



l’acqua di rose Khadi, con la quale mi trovo stupendamente e il cui elenco degli ingredienti è: AQUA, ROSA DAMASCENA.
Ma allora, dico io, se è possibile fare un’acqua di rose di elevata qualità e ottimi risultati con due, dico due ingredienti naturali, perchè la Roberts si è incasinata così la vita?

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